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Medea e i Bambini Sogno

29/1/2020

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I figli non fisici che abbiamo sacrificato e quelli che vogliamo far nascere

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Il mito di Medea (nei diversi autori) ci parla di una donna selvaggia, connessa alla natura e agli spiriti, conoscitrice di erbe e di incanti, sacerdotessa e maga, colei che sa consigliare… che per amore di un uomo compie azioni terribili come l’uccisione del fratello prima e dei suoi stessi figli poi. 
Questo è il mito tramandato dalla cultura patriarcale, esistono tracce di versioni precedenti in cui il potere femminile non veniva visto come pericoloso e malevolo e la figura di Medea appariva nel suo aspetto più luminoso. 
Purtroppo, oggi viviamo ancora in una cultura patriarcale, perciò il mito di  Medea ci parla di qualcosa che continua ad accadere dentro molte donne, Nel workshop andremo a riconoscere quanti dei nostri figli/sogni, progetti, scelte di libertà abbiamo sacrificato più o meno volontariamente per imposizione, per essere accettate da un contesto sociale, per compiacere un compagno, o perché non vedevamo altra possibilità. Poi trasformeremo dolore, frustrazione rabbia in concime/nutrimento per i sogni a cui vogliamo dare nascita.
Il  linguaggio del mito è simbolico e un segreto è che il finale è sempre aperto, possiamo ancora scrivere nuovi finali.
Le Donne Medicina di molte tradizioni ci insegnano che l’utero non è soltanto un organo di riproduzione fisica, è anche molto altro: è uno strumento di percezione e trasformazione dell’energia, è il centro del nostro fuoco creativo, lo spazio vuoto dove nutrire e partorire sogni, progetti, visioni, scelte, magia, arte, relazioni, storie… per noi stesse e per la famiglia planetaria. 
Il figlio fisico è solo uno dei tanti che ogni donna può partorire, in questo incontro andremo a scoprire quelli che forse abbiamo trascurato per seguire i bisogni altrui e  i bambini sogno che possiamo far nascere nutrendo le nostre visioni. 
- connessione in cerchio
- limpia
- quali bambini hai partorito, quali hai sacrificato e quali vuoi far nascere?
- l’oro che cura, l’oro che  nutre meditazione guidata
- semi d’intento e uova magiche - laboratorio d’arte sciamanica
- condivisione

“la Famiglia Planetaria è ristabilita quando le donne possono sentirsi sicure in ogni luogo e in qualunque momento. Quando ciò accade, il nutrimento dei sogni dei Figli della terra è garantito dalle donne che sono diventate un’estensione di Madre Terra e quindi Madri della Forza Creatrice .” (J. Sams- Le 13 Madri Clan delle Origini)

Arkaura Margherita Lacqua
Artista visionaria e Donna Medicina, esploratrice dell’anima e dei Sentieri della Madre Terra, autrice delle carte “Il Cammino dell’Alchimista” e coautrice di “VERSO UNO”. 
Da diversi anni conduce cerchi di donne e misti,  meditazioni, pittura intuitiva, workshop di pratica e arte sciamanica, cerimonie,  percorsi di consapevolezza, capanne sudatorie e sessioni individuali, condividendo gli insegnamenti ricevuti da Donne e Uomini Medicina e le personali esperienze di cammino  come Custode della Medicina della terra

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ConTatto Sicuro. D(D)M Diversamente (Difesa) Medea

29/1/2020

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Il programma dell'Incontro annuale delle Tende Rosse e Cerchi di donne ad Acqui Terme (AL) dall'8 al 10 maggio è sempre più definito. Il senso di ogni proposta viene dal lavoro insieme fatto con lo studio e l'esperienza della narrazione del mito di Medea rivisto e vissuto come archetipo femminile. Cominciamo quindi la descrizione della proposta di lavoro insieme per la domenica mattina di Francesca Brancato ed Elena Bongiovanni.
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​La narrazione del mito classico di Medea descrive la sua rabbia e la sua ira attraverso il sacrificio dei suoi figli: di una parte di sé. La portano a sacrificarsi.
Dietro alla rabbia: il dolore, le ferite, i confini oltrepassati, le umiliazioni.
La rabbia di Medea riecheggia tra le scelte più o meno consapevoli di donne che sacrificano, tagliano via, allontanano da sé parti fondamentali della loro essenza, della loro unicità spinte da aspettative e credenze culturali, sociali, familiari.
ConTattare il proprio rapporto personale con la propria rabbia e quella altrui, spesso trasformata in aggressività implicita ed esplicita, in violenza, offre la possibilità di sguardi nuovi per accoglierla nella sua dimensione di energia, guida e strumento di apprendimento.
La rabbia è l’emozione più carica di speranza.
Abbracciarla e usarla come strumento per un duraturo cambiamento personale e culturale è la strada!
“Le donne sono arrabbiate e non è difficile capire perché. Siamo sottopagate e lavoriamo troppo. Troppo sensibili o non abbastanza. Troppo dimesse o troppo appariscenti. Troppo grasse o troppo magre. Puttane o puritane. Se veniamo molestate, ci dicono che ce la siamo cercata e ci chiedono se è così difficile fare un sorriso (sì, lo è). Nonostante ci sia stato detto il contrario per tutta la vita, la rabbia è una delle risorse più importanti che abbiamo, il nostro strumento più acuminato contro l'oppressione sia personale che politica. Ci è stato ripetuto per molto tempo di reprimerla, lasciando che corroda i nostri corpi e le nostre menti in modi che nemmeno immaginiamo. Eppure questo sentimento è uno strumento vitale, il nostro radar per l'ingiustizia e un catalizzatore per il cambiamento. E, viceversa, la critica sociale e culturale verso la nostra rabbia è un astuto modo di limitare e controllare il nostro potere. Questo sentimento fa parte di noi, e che comprendere fino in fondo una delle nostre emozioni più importanti ci darà un grande senso di liberazione e ci connetterà a un intero universo di donne non più interessate a essere compiacenti a tutti i costi.” (Soraya Chemaly)
Due ore non saranno sufficienti per esplorarla a fondo ma potremmo muoverci con lei, sederci accanto a lei, scrivere di lei, sicuramente portarci via uno sguardo nuovo di libertà per noi e per questa preziosa emozione.
Per i nostri sì e i nostri no. Perché: SI’ VUOL DIRE SI’. NO VUOL DIRE NO.
Info tecniche: abiti comodi, calze antiscivolo, quaderno, penna
Max.26 partecipanti
Condotto da:
FRANCESCA BRANCATO
Formatrice
Counselor sistemico-relazionale
Vice presidente Centro Antiviolenza e responsabile Casa Rifugio
In formazione come mediatrice familiare
ELENA BONGIOVANNI
Educatrice professionale
Counselor sistemico relazionale
Counselor espressivo trasformativo integrato a indirizzo relazionale
Facilitatrice e formatrice di gruppi con metodi attivi, playback theatre 
Operatrice Centro Antiviolenza
Ex campionessa italiana di kickboxing
 
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